La spiaggia più bella della Sardegna? La guida per scegliere

La spiaggia più bella Sardegna: sabbia bianca, acque cristalline e una laguna che si fonde con il mare turchese. Un paradiso naturale.

Scritto da

Leone Giuliani

Pubblicato il

15 mag 2026

Indice

La domanda sulla spiaggia più bella della Sardegna non ha una risposta identica per tutti: chi cerca natura selvaggia vuole una cala isolata, mentre una famiglia può preferire fondale basso e servizi vicini. Io sceglierei Cala Goloritzé per la sua bellezza scenografica, ma in questa guida confronto anche La Pelosa, Cala Mariolu, Tuerredda e altre mete, con indicazioni su accessi, prenotazioni, costi e tipo di esperienza.

La scelta dipende dal tipo di vacanza che vuoi vivere

  • Cala Goloritzé è la mia prima scelta per paesaggio incontaminato e valore naturalistico.
  • La Pelosa è ideale per mare calmo, sabbia chiara e fondale basso.
  • Cala Mariolu offre acqua trasparente e snorkeling, ma richiede barca o trekking impegnativo.
  • Tuerredda è una soluzione equilibrata nel sud dell’isola, con forma riparata e mare limpido.
  • La Spiaggia Rosa di Budelli non è balneabile: si osserva soltanto da percorsi autorizzati o dal mare.

Baia con acque cristalline e montagne verdi, un vero paradiso. Molte barche navigano in quella che sembra la spiaggia più bella Sardegna.

La mia scelta per la spiaggia più bella della Sardegna

Se devo indicare una sola destinazione, scelgo Cala Goloritzé, nel territorio di Baunei, sulla costa orientale. Non è la spiaggia più comoda da raggiungere e non offre stabilimenti, ristoranti o parcheggi sulla battigia, ma proprio questa distanza dai servizi conserva il suo fascino.

La cala è incorniciata da roccia calcarea, macchia mediterranea e piccoli ciottoli bianchi. Il simbolo più riconoscibile è l’Aguglia di Monte Caroddi, un pinnacolo alto circa 143 metri che domina il litorale e rende il paesaggio diverso da quello delle classiche spiagge sabbiose.

Nel 2025 Cala Goloritzé ha ottenuto il primo posto nella classifica internazionale The World’s 50 Best Beaches. Per me, però, il riconoscimento conta meno della sua combinazione concreta di acqua limpida, natura protetta e assenza di edilizia invasiva.

Il compromesso è chiaro. Dal punto di partenza di Su Porteddu bisogna affrontare un sentiero di circa 3,5 chilometri, con dislivello importante e un tempo medio di 1 ora e mezza o 2 ore per la discesa. Il ritorno, naturalmente, richiede più energia. Scarpe chiuse, acqua abbondante e buon allenamento non sono dettagli secondari.

Le alternative che cambiano completamente esperienza

La Pelosa per il mare più facile da godere

A Stintino, La Pelosa è la scelta che consiglierei a chi desidera un panorama spettacolare senza trekking. La sabbia finissima, il fondale basso e l’acqua turchese la rendono adatta anche a famiglie con bambini, mentre la torre e l’isola dell’Asinara completano uno scenario da cartolina.

Qui la bellezza ha un prezzo organizzativo. Nel 2026, tra il 15 maggio e il 15 ottobre, l’accesso è regolato, con un massimo di 1.500 persone al giorno e una tariffa ordinaria di 3,50 euro a persona. Serve la prenotazione con QR code, mentre i bambini sotto i 12 anni non devono prenotare.

Cala Mariolu per snorkeling e paesaggio marino

Cala Mariolu, sempre nel Golfo di Orosei, ha un carattere più minerale. I piccoli ciottoli chiari, chiamati anche “pulci di neve”, riflettono la luce e fanno cambiare colore all’acqua durante la giornata.

La raggiungerei in barca, partendo da Cala Gonone, Santa Maria Navarrese o Arbatax. È una soluzione più semplice del trekking, ma dipende dal vento, dal moto ondoso e dagli orari delle escursioni. Per nuotare e fare snorkeling è una delle mete più gratificanti dell’isola.

Tuerredda per una giornata balneare completa

Nel sud della Sardegna, Tuerredda è una baia a forma di arco con acque generalmente riparate e vista sull’isolotto omonimo. La consiglio a chi vuole alternare bagno, relax e una logistica meno spartana rispetto alle cale del Golfo di Orosei.

La spiaggia è molto richiesta e nel 2026 l’accesso è regolato tramite prenotazione dal 2 giugno all’11 ottobre. Il limite non è un ostacolo, ma richiede di programmare la giornata prima di partire, soprattutto nei fine settimana di luglio e agosto.

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La Cinta e Cala Luna per esigenze diverse

La Cinta, a San Teodoro, è un lungo arenile vicino ai servizi e alla laguna. È meno selvaggia di Goloritzé, ma funziona molto bene per chi cerca spazio, fondale digradante e attività acquatiche. La sua posizione è comoda anche per costruire un itinerario con altre spiagge della Gallura.

Cala Luna, invece, è più scenografica e raccolta, con grandi grotte alla base delle pareti rocciose. Si può raggiungere via mare oppure con percorsi escursionistici, ma conviene controllare in anticipo le condizioni del mare e il servizio di rientro.

Quale spiaggia scegliere in base al tuo viaggio

La classifica estetica dice poco se non considera il modo in cui viaggi. Io userei questa tabella per evitare di scegliere una destinazione splendida ma inadatta alle proprie esigenze.

Spiaggia Ideale per Accesso Limite principale
Cala Goloritzé Natura selvaggia e trekking Sentiero o accesso via mare regolato Nessun servizio e ritorno faticoso
La Pelosa Famiglie e bagno rilassante Strada, parcheggi e prenotazione stagionale Affollamento e posti limitati
Cala Mariolu Snorkeling e gite in barca Barca o sentieri impegnativi Dipendenza dal vento
Tuerredda Giornata balneare nel sud Auto e prenotazione in alta stagione Disponibilità ridotta nei giorni richiesti
La Cinta Servizi, sport e soggiorni in famiglia Facile dalla zona di San Teodoro Meno isolamento e più movimento

Per una prima vacanza balneare sceglierei La Pelosa o Tuerredda, perché permettono di godere del mare senza trasformare la giornata in una spedizione. Se invece il viaggio ruota attorno al paesaggio e all’escursionismo, Cala Goloritzé merita il sacrificio fisico.

Accessi, prenotazioni e regole da conoscere

La Sardegna sta regolando sempre più le spiagge fragili. Il motivo è semplice: sabbia, dune, posidonia e piccoli ecosistemi costieri non riescono a sostenere flussi illimitati, soprattutto nei mesi centrali dell’estate.

Per La Pelosa bisogna prenotare nel periodo previsto, pagare il ticket e conservare il QR code sul telefono. Per Tuerredda è altrettanto importante verificare il sistema attivo per la data scelta. Le regole possono cambiare tra una stagione e l’altra, quindi controllerei sempre i canali istituzionali del Comune prima della partenza.

La Spiaggia Rosa di Budelli richiede un’attenzione particolare. L’arenile è sottoposto a protezione integrale: non si può camminare sulla sabbia, fare il bagno davanti alla spiaggia o ancorare nella zona vietata. La si ammira da lontano, seguendo le indicazioni del Parco dell’Arcipelago di La Maddalena.

Un errore frequente è pensare che una spiaggia famosa debba offrire bar, lettini e acqua potabile. Cala Goloritzé e molte cale del Golfo di Orosei non funzionano così. Porterei almeno 2 litri d’acqua per persona durante il trekking, pranzo leggero, protezione solare, cappello e un sacchetto per riportare via i rifiuti.

Come organizzare una giornata senza rovinare l’esperienza

Il momento migliore per le cale più note è la mattina presto, quando la luce è più morbida e il caldo pesa meno. Per Goloritzé partirei con margine, evitando le ore centrali; per La Pelosa prenoterei prima e arriverei abbastanza presto da sistemare con calma auto, ingresso e attrezzatura.

Il vento merita la stessa attenzione delle previsioni del tempo. Una giornata soleggiata può diventare scomoda con mare mosso, soprattutto durante le escursioni in barca. Io controllerei vento e condizioni marine il giorno precedente, lasciando un’alternativa più riparata nel programma.

Per rendere il viaggio più autentico, abbinerei la spiaggia a un paese dell’interno o a una cena locale. Dopo una giornata di mare, culurgiones ogliastrini, pane carasau, seadas o una semplice grigliata di pesce raccontano la Sardegna tanto quanto il colore dell’acqua.

Non cercherei di visitare quattro spiagge in un solo giorno. Le distanze dell’isola sono spesso sottovalutate e un itinerario troppo ambizioso finisce per trasformare una vacanza in una sequenza di parcheggi e strade. Una spiaggia scelta bene e vissuta senza fretta lascia un ricordo migliore di cinque tappe osservate dall’orologio.

La spiaggia giusta è quella che rispetta il tuo modo di viaggiare

Cala Goloritzé resta la mia risposta quando bellezza significa paesaggio integro, silenzio e senso della scoperta. La Pelosa vince per comodità e colori, Cala Mariolu per il rapporto con il mare, Tuerredda per l’equilibrio tra natura e servizi.

Prima di decidere, confronterei tre elementi concreti: accesso, vento e livello di autonomia richiesto. In Sardegna la spiaggia più spettacolare non è sempre quella più adatta alla giornata che hai in mente, e scegliere con realismo è il modo migliore per godersela davvero.

Domande frequenti

No. Dal punto di partenza di Su Porteddu il sentiero è lungo circa 3,5 chilometri, con dislivello importante e una discesa di circa 1 ora e mezza o 2 ore. Il ritorno è più faticoso e non ci sono servizi sulla battigia, quindi servono scarpe chiuse e almeno 2 litri d'acqua per persona.

La Pelosa è la scelta più semplice grazie alla sabbia fine, al mare calmo e al fondale basso. L'accesso è però regolato e richiede la prenotazione con QR code nel periodo previsto, mentre i bambini sotto i 12 anni non devono prenotare.

La Pelosa prevede accesso regolato, massimo 1.500 persone al giorno e una tariffa ordinaria di 3,50 euro a persona dal 15 maggio al 15 ottobre 2026. Tuerredda richiede la prenotazione dal 2 giugno all'11 ottobre 2026. Prima di partire conviene verificare sempre i canali istituzionali del Comune.

No. La spiaggia è sottoposta a protezione integrale: non si può camminare sulla sabbia, fare il bagno davanti all'arenile né ancorare nella zona vietata. Si può osservare da lontano, seguendo i percorsi autorizzati o le indicazioni del Parco dell'Arcipelago di La Maddalena.

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Mi chiamo Leone Giuliani e da 12 anni coltivo la mia passione per l'enogastronomia, gli itinerari e le tradizioni italiane. Quello che mi muove è il desiderio di esplorare e raccontare le storie che si celano dietro ogni piatto, ogni borgo, ogni usanza che rende unica la nostra cultura. Cerco di portare chiarezza e profondità nei miei articoli, documentandomi con attenzione e confrontando diverse fonti per offrire una prospettiva sempre aggiornata e affidabile. Il mio obiettivo è rendere accessibile la ricchezza del patrimonio italiano, aiutando chi legge a scoprire o riscoprire angoli di bellezza e sapori autentici, con un occhio sempre attento alla qualità e alla comprensibilità delle informazioni.

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